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Archive for aprile 2010

Funziona cosi: per accedera all’appartamento ci sono 2 “livelli” di sicurezza: il primo è una chiave elettronica, tipo un badge, che apre il portone dell’edificio e che permette di far funzionare l’ascensore. Senza quella chiave non si puo entrare nell’edificio, e non si puo usare l’ascensore: inoltre la chiave elettronica permette l’accesso solo ad un piano specifico per cui è inutile aspettare una altra persona del palazzo perche se non vive nel tuo stesso piano è inutile. L’altro è la solita chiave standard che apre la porta dell’appartamento.

A parte le scale esterne antincendio, non è possibile raggiungere l’appartamento da scale interne, perche semplicemente non ci sono.

Bene: come gia sappiamo, in appartamento siamo in 7; le chiavi elettroniche costano circa 150 dollari l’una, per cui non ce ne sono sette ma solo tre. Funziona che chi va giu lascia le chiavi nella cassetta delle lettere in modo tale che gli altri che arrivano le prendono e possono salire. Se non ci sono chiavi giu significa che in appartamento c’è qualcuno per cui semplicemente o si chiama col cellulare o si citofona (il citofono pero non funziona adesso). Quello che è dentro o butta giu le chiavi dal balcone, o scende e apre. Di per se sembra scomodo (in effetti lo è), ma di fatto non lo è piu di tanto perche si fa in modo di lasciarne giu sempre una ed è raro che non ce ne siano.

Fatto sta che da sabato sono sparite due chiavi su tre! Il che vuol dire che stiamo usando massivamente una sola chiave in sette, e devo dire che cosi è moooolto scomodo! Vediamo un po se salteranno fuori.

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…un canadese, una brasiliana, una francese, 3 italiani…

da sinistra : Steve (Canada), io, Karen (Brasile), Mabo, Marie (Francia), Mari

…nella nostra camera all’ostello (da notare che la mcchina fotografica era attaccata alla porta di uscita, per cui vedete voi che razza di buco del cacchio che era)

… e poi c’erano ancora gli stessi 3 italiani e 3 irlandesi…

da sinistra: io, princess Fiona, Stephen, Nadie, Mari e Mabo

…i nostri attuali flatmates (manca Andy, il ragazzo indonesiano che praticamente non c’è mai)

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Sto cercando di raccogliere piu informazioni possibile per capire quale sia la via migliore per trovare un lavoro. Ho richiesto informazioni per diventare dump truck driver (questo è un dump truck) che è un mestiere molto richiesto nelle miniere e dove lo stipendio è molto alto. Non è detto che lo voglia fare veramente, ma sarebbe molto interessante capire se fosse per lo meno fattibile.

Durante questa settimana comincerò seriamente a iscrivermi ai vari centri di recruitment locali, per vedere cosa succede. Per ora il mio unico dubbio è il mio inglese: per carità non è un inglese fluido, ma da quello che ho visto parlo praticamente con tutti e mi faccio capire abbastanza bene. E se riesco a parlare con un irlandese… Sydney è la capitale nazionale della finanza, come Melbourne è la capitale dell’automotive australiano: credo che le maggiori possibilità di trovare qualcosa nel mio settore si concentrino qui.

Ho fatto il test per lo IELTS, ma mi hanno detto che è necessario che frequenti almeno un paio di settimane il corso general english, per poi passare allo IELTS, ma per me sincermante non ha molto senso pagare 240 dollari a settimana (5 giorni la settimana, 5 ore al giorno) per parlare inglese quando ho tre irlandesi qua con cui parlo abbastanza. Per il resto me lo posso imparare da solo, non vedo cosa un insegnante possa darmi in più.

Nei buchi di tempo studio un po di inglese per conto mio, cazzeggio un po internet e vado in piscina: qui le piscine costano circa la metà che in Italia (Ian Thorpe Acquatic Centre = 6 dollari, circa 3,8 euro, in Italia la piscina del centro costa l’ingresso 6,5 euro), sono quasi tutte olimpioniche (50 metri contro i nostri 25 metri per corsia) e offrono servizi in piu tipo l’idromassaggio compreso. In Italia devi pregare di beccare il giorno giusto per il nuoto libero, che di solito è 3 volte la settimana in orari assurdi (tipo le 9 di sera) per 1 ora mezzo al massimo. Qua è aperto 7 giorni su 7, dalle 7 della mattina alle 9 di sera, e il nuoto libero c’è sempre: con 6 dollari volendo puoi stare anche tutto il giorno in piscina.

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Sotto al Burj Khalifa c’è un mega centro commerciale (a Dubai praticamente non esistono negozi per strada, ma solo mega strutture con tutti i negozi dentro) che a occhio sarà 10 volte piu grande, e forse di piu, dell’ Auchan di Mestre. Appena fuori c’è una grande piazza, ai piedi della torre, con in mezzo un laghetto dove ogni 40 minuti circa parte la musica e inizia lo spettacolo con dei giochi d’acqua. La cosa bella è che i movimenti dell’acqua sono sincronizzati con la musica, ed è  diversa ogni volta. Se potete, cercate di guardare il video con l’audio acceso. L’altro video è lo stesso spettacolo ma l’abbiamo ripreso dal 123 esimo piano del Burj Khalifa.

Secondo me è molto difficile capire la vera dimensione della torre senza vederla dal vivo , ma per rendere meglio l’idea, guardate la grandezza delle persone a sinistra, e considerate che la torre, sullo sfondo, è distante dal punto della ripresa almeno 500-600 metri.

Ripresa dal ponticello (che si vede anche in qualche foto che ho fatto):

Ripresa dal 123 esimo piano della torre:

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Ora che sono un attimo tranquillo e sistemato in un bel appartamento, senza problemi di internet “ad ore”, inizio a fare un po il punto del viaggio di andata  e di cosa abbiamo visto e fatto a Dubai.

Beh a dire la verita non so esattamente quante parti ci saranno perche descrivere cio che ho visto, in soli due giorni, è veramente difficile in un unico post.

Per prima cosa il clima: caldo, praticamente come da noi in agosto. Appena sceso dall’aereo ci ha investito una folata di vento caldissimo e umido. L’avevamo già previsto, ma comunque un cambio cosi veloce di clima si fa sempre sentire. Il trasferimento tra l’aereo e il terminal, fatto in pullman, è durato almeno 10 minuti di orologio: a fianco alle stradine di collegamento, prototipi di auto da corsa e Ferrari che stavano per essere imbarcate sugli aerei e altre macchine di lusso che nemmeno conosco: mai viste cosi tante supercars tutte insieme.

Entrata del terminal per il controllo documenti: un edificio immenso, colonne altissime reggono un tetto del quale non si vede quasi la fine. Questo per far capire di che gigantesco aeroporto stiamo parlando. Dopo ben un oretta di coda, passiamo il controllo documenti e andiamo a ritirare il bagaglio da stiva, e fino a qua nessun problema. Usciamo dall’aeroporto: un tipo molto losco, tenta di offrirci i suoi servizi da taxista ma non ci vediamo chiaro e passiamo oltre: pochi minuti dopo un poliziotto mi dice che il tipo stava cercando di fregarci. Prendiamo un taxi: il costo dei taxi è ridicolo, probabilmente per il fatto che la benzina costa pochissio : per 20 euro in tutto, con 3 valige a testa (quindi in 3 persone + 9 valigie), ci porta in hotel, che dista un buon 20-25 minuti dall’aeroporto.

Credo ci sia una sola grande strada che passa per Dubai: 12 corsie, 6 per ogni senso, passano attraverso una miriade di grattacieli, molti dei quali ancora in costruzione. In lontananza, nella notte, si vede il Burj al-Arab: l’hotel a 7 stelle a forma di vela. Sulla sinistra intravediamo l’enorme Burj Khalifa, l’edificio piu alto mai costruito dall’uomo: poco piu di 800 metri. Il secondo edificio piu alto, il Taipei 101, è alto 500 metri. Fate voi la differenza, quasi il doppio.

Arriviamo in hotel un po stanchetti per il viaggio che è comunque letteralmente “volato”, complici giochetti e film disponibili su ogni sedile dell’aereo. Ci mangiamo qualcosa al bar dell’hotel, ci sistemiamo in camera, e andiamo a dormire. Sono circa le 2 di notte (ora di Dubai).

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A causa del poco tempo a disposizione per cercare qualcos’altro, mi devo adattare a vivere in 7 (per ora 6 ma se ne aggiungerà un altro), in un bel appartamento in pieno centro a Sydney, nel quartiere di Darling Harbour (appena posso mettero le coordinate esatte). Saremo 3 italiani (noi 3), 3 irlandesi, e rimane un posto vacante che pero, visto il prezzo abbastanza basso per quello che offre e la zona in cui siamo, prevedo sarà presto occupato. Ci trasferiremo domani mattina. Credo che in 7 si stara forse un po strettini, ma l’ambiente è comunque bello grande, ci sono due bagni e l’affitto non è male. Considerando di essere in pieno centro, paghiamo 160 dollari a testa a settimana, circa 100 euro (quindi circa 400 euro al mese a testa tutto compreso: acqua, luce, gas, internet…), ed in piu c’è anche la possibilità di lavarci la roba da vestire direttamente in appartamento. C’è un bel salotto e c’è la tv. Siamo vicinissimi alla via principale dal centro, per cui ci risparmiamo i soldi dei trasporti pubblici, che sono comunque a occhio allineati ad i nostri prezzi.

Io e il Mari domani andremo a fare il test di valutazione per lo IELTS. Lo IELTS, per chi non lo sapesse, altro non è che una certificazione internazionle che dice “che tu sai l’inglese” e puo essere una carta che fa la differenza presentandosi alle aziende australiane, o se mi va male inglesi, per dimostrare che so parlare bene la lingua. Il corso è un po costoso (240 dollari alla settimana), dura circa 6 ore al giorno (azz!), per cinque giorni la settimana. La valutazione serve per far capire agli insegnanti il nostro livello, per poi determinare la durata del corso per ottenere lo IELTS (suppongo per me almeno un mese).

Nel frattempo, stasera (mentre scrivo qua sono le 21, in Italia credo le 11-12 del mattino), andremo a fare il nostro primo BBQ (BBQ=BarBeQue,grigliata), direttamente in ostello alla modica cifra di ben 3 dollari (circa 1,8 euro) che comprende: 1 birra e un 1 hamburger. Qua sembra essere molto di moda organizzare, anche su internet, BBQ e poi la gente si autoinvita pagando una piccola somma, per poi stare in compagnia e mangiare.

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Ancora Vivo

C’è una valanga di articoli che ho in mente di scrivere, e li scriverò prima o poi. Per ora sono qui in un ostello abbastanza scrauso, nel quartiere piu scrauso di Sydney. Dettaglierò meglio tutto quanto in un articolo a parte, perchè merita davvero. La scrausissima, e a ore, connessione con il quale sono collegato non mi permette moltissimo. Nota positiva è che qui è pieno di reti wireless, e alcune delle quali completamente libere: tipo in ogni McDonalds c’è una wifi free, ma è un po lenta e comunque non ho voglia di portarmi dietro tutto l’armamentario con il pc.

Ho molte foto ancora sulla macchina, e anche quelle prima o poi le scarico e le metto online.

L’obbiettivo fondamentale per ora è uscire da questo ostello, a fine settimana comunque dovremo sloggiare, e trovarci un appartamento. Gli altri in realtà già lo avrebbero trovato in un palazzo (per noi sarebbe un grattacielo), in un posto davvero bellino di Sydney, vicino all’Harbour Bridge (che è attaccato all’Opera House).
Per me è troppo centrale e il venerdi e sabato c’è un bordello di gente (e turisti), visto che si trova davanti ad una baia piena di locali.

Domani prenderò la metro ed andro ad ispezionare degli appartamenti a north Sydney, che è una zona molto piu tranquilla, ci sono diversi servizi, e sono a 20 minuti di metro dalla City (che sarebbe il centro della città). Per capirci dove vorrebbero star loro sono proprio nella City ed a 200 metri dalla via centralissima di Sydney che si chiama George Street.

Una volta sistemato in qualche appartamento, comincero ad organizzarmi ed a guardarmi un po in giro per decidere su cosa fare poi, non mi è ancora chiaro. Sarà anche l’occasione per buttare giù qualche articolo sulle avventure appena passate, veramente tante in una sola settimane, e di mostrare qualche foto e video che ho fatto.

Nicola

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