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New Year’s Eve

Eccoci giunti alla fine di questo 2010!

Il programma dei festeggiamenti sara piu o meno quello di trovarci tutti a Bondi, prendere un Ferry a Rose Bay e andare in un isoletta, Shark Island, che sta in mezzo alla baia di Sydney. Essendo l’isola proprio in posizione strategica, ci permettera di stare lontani dal bordello della city e di vedere i fuoci sull’Harbour Bridge decentemente.

Di solito a Sydney la gente si accampa nei parchi gia dalla sera prima e iniziano a far festa. Il 31 a mezzogiorno sono gia belli sbronzi ma tirano avanti fino alla mezzanotte per vedere i fuoci. All’una sono gia in branda collassati.

Tiriamo un po le somme di questo anno passatto allora! cosa ho imparato di nuovo?

– a farmi il nodo alla cravatta (thanks Stephen for your help!)

– a farmi le lavatrici senza disintegrare lavatrice e vestiti!

–  a stirarmi le camice!

– a farmi il sughetto per la pasta!

– a pulire i piatti senza distruggere la cucina!

– a pulire il bagno senza distruggere il bagno!

–  a farmi la pizza da solo!

– a pilotare un elicottero!

– a guidare un 4×4 a sinistra e sulla sabbia!

– a parlare l’inglese (beh dai ce n’e’ ancora da fare…)!

– a giocare a cricket!

– ad evitare i vini australiani!

– il significato della  parola “rispetto”

 

 

Ritorno dopo due settimane di latitanza passate a fare festini buei in mezza Australia per l’arrivo del nuovo visto (no dai non e’ vero non avevo voglia di fare un cazzo).

Dopo 1 mese e passa di ricerche, sono riuscito a beccare finalmente una macchina interessante ed oggi ho concluso la registrazione all’RTA, che sarebbe tipo la nostra motorizzazione civile. L’idea era quella di prendere un fuoristrada (enorme naturalmente) per due motivi:

– 1 sono fondamentalmente un bambino e volevo il mio nuovo giocattolo.

– 2 considerando che uso praticamente da 8 mesi i mezzi pubblici per spostarmi da e vero la City, un auto la userei solo per andarmi a fare giri nell’outback, non certo in citta’: a cosa mi sarebbe servita un utilitaria quindi?

Con l’arrivo provvidenziale dei miei nuovi coinquilini, ho conosciuto questo tipo, Andrea, matto fuoristrada che mi ha puntato nella direzione giusta per la scelta del mezzo. La scelta e’ ricaduta sulla serie Hylux della Toyota: sono essenzilmanete dei trattori, se ci vai per strada superare i 100 probabile che se freni ti rabalti (peso, altezza da terra etc etc), ma si arrampicano dappertutto e li puoi smontare dalla ruota al motore usando una chiave del 13 e una del 14 e li ripari con il fil di ferro e una graffetta.

Essendoci un giro dell’usato mostruoso, qua vai semplicemente su internet, ti cerchi un mezzo che ti piace, chiami il venditore e lo visioni. Dopo 1 mese di ricerche e dopo aver ispezionato 4-5 fuoristrada con vari problemi, sabato scorso trovo un annuncio (inserito un ora prima), chiamo il tipo e mi ritrovo ad ispezionare la macchina 3 ore dopo. L’occhio esperto di Andrea mi ha fatto capire che il mezzo era in ordine anche se, un po troppo “stradale” (mancano i fari sul tetto, lo snorkel per guadare i fiumi, bisogna tirarlo un po su per montare gomme da mud e manca la rollbar davanti anti-canguro). Do l’ok al tipo.

In Australia, quando compri una macchina funziona cosi:

– ti cerchi la macchina (ma va’?) in internet principalmente.

– vai dal venditore (nel mio caso e’ venuto lui da me), ti guardi la macchina, contratti il prezzo, e se ti interessa la compri.

– se l’altro ha la tua stessa banca si fa un direct transfer: ci si attacca ad internet con un pc sul posto, ci si collega al prioprio account, si fa un bonifico. In Australia i bonifici tra due account diversi ma nella stessa banca, sono istantanei, non si deve aspettare una settimana come in Italia. Il proprietario firma poi una carta in cui dichiara (anche autodichiarazione su un rotolo di carta igienica puo teoricamente andare bene) che la macchina adesso e’ tua. Fine. La macchina diventa legalmente tua.

– entro 14 giorni si deve andare all’RTA (gli uffici sono ovunque, anche dentro i centri commerciali) portare il foglio firmato e documenti personali e semplicemente l’RTA immette nei suoi sistemi che la targa collegata a quell’auto e’ collegata ad un nuovo proprietario. Tempo? 2 minuti di orologio + 5 minuti di coda che ho fatto all’RTA in centro a Sydney, vicino al mio ufficio, in piena pausa pranzo quando tutti vanno a sbrigare quel tipo di faccende (ma del rapporto con la pubblica amministrazione faro un articolo a parte). Costo dell’operazione? Il 3% sul valore dichiarato dell’auto. Che non e’ il valore di vendita. Quanto puo essere il valore dichiarato di una macchina di 20 anni fa? Ecco, avete capito.

Purtroppo sabato non sono riuscito ad entrare in possesso dell’auto perche, avendo banche diverse, non e’ stato possibile fare il direct transfer e lui, ben consapevole di aver a che fare con un italiano (italia=mafia) ci ha pensato due volte di fidarsi della mia parola e mi ha richiesto di andare in banca e prendere un assegno (bank check, che sono un po diversi dai nostri assegni) che gli avrei portato il lunedi successivo.

Ieri, lunedi, ci siamo trovati, mi ha firmato il foglio con cui mi ha consegnato legalmente la macchina e io gli ho dato l’assegno concludendo l’affare. L’ho tuttavia dovuto portare a casa: Manly. Da casa mia (Marrickville) a Manly e’ un po come andare da Mestre a Padova, o a Treviso, facendo stradine. L’andata l’ha guidata lui per far prima, ma io ovviamente poi mi sono fatto il ritorno.

Dopo un iniziale problema nel capire il funzionamento del cambio automatico, mi sono messo a far manovra per uscire dal suo vialetto: non mi ero reso effettivamente conto della grandezza del mezzo! Dopo qualche km verso casa, assistito dal fedele Iphone con il navigatore, ho preso coscienza delle dimensioni e mi sono rilassato. Immaginatevi la scena: sera di piena estate (eh si e’ estate qua ehehehe), finestrini, e tettuccio, spalancati, mano destra sul volante, mano sinistra in alto sul tettuccio, poca gente per strada, sopra l’Harbour Bridge con le luci dei grattaceli della City sullo sfondo. Grandissima figata!

Ed ecco siori e siori, il sottoscritto alla guida:


Tutta la storia inizia ieri ma, prima di raccontarla, vorrei portare un paio di elementi in piu in grado di dare un idea piu precisa di quello che è successo.

Quando si inizia la trafila dei visti lavorativi, le aziende di solito si appoggiano a delle strutture, i Migration Agent, che altro non sono che delle figure giuridiche in mezzo tra chi nomina/viene nominato e il governo che deve vagliare la domanda. Tale persona segue per una prima fase direttamente solo l’azienda, che deve dimostrare di avere le carte in regola per presentare una nomina e poi lo sponsorizzato che deve dimostrare di avere tutti i requisiti necessari. Superato l’IELTS e finita con successo la fase di nomina dell’azienda, ad inizio ottobre, sono stato messo in contatto con questa persona, con cui ho inizato a dialogare per quanto riguardava le carte necessarie al visto (certificati, diplomi e balle varie). Dopo un paio di giorni e una trentina di email, mi ero fatto un idea non proprio idilliaca di tale persona, in quanto riscontravo nelle sue parole diverse incongruenze e cose che mi parevano alquanto strane, tipo di una persona alle “prime armi” che non ha chiaro quello che sta facendo; era tuttavia solo una impressione, purtroppo pero, come ho poi scoperto, non troppo lontana dalla realtà.

Come gia sappiamo il mio attuale visto, il working&holiday, mi avrebbe permesso di lavorare solo fino al 10 Novembre, data in cui avrei maturato con RDA 6 mesi di lavoro e quindi una delle prime domanda è stata: visto che mi stai domandando di portarti documenti risalenti a piu di 5 anni fa (tutto il mio passato lavorativo in pratica), è probabile che ci possa mettere un certo numero di giorni a far su tutto,  cosa succede se passiamo la data del 10 novembre, visto che ormai siamo a meta ottobre e 3 settimane passano veloci? Risposta: non ti preoccupare perche tanto io la domanda la faccio prima del 10  anche se non hai tutti i documenti necessari e poi l’ufficiale del governo è obbligato ad aspettare tutta la documentazione. In questo periodo si entra in condizione di “bridge” (ponte) tra un visto e l’altro, e i termini del primo visto vengono congelati. Bene.

Ieri (15 Novembre), ero da un cliente e stavo iniziando un progetto, anche piuttosto grande, quando ricevetti una telefonata da Brian:

B: torna subito in ufficio che ti devo parlare, c’è qualche problema con il tuo visto.

Io: Brian qua sono in alto mare, non è che posso fermarmi di punto in bianco!

B: mi dispiace ma devi tornare per forza, e subito, ci parlo io con il cliente.

Immaginatevi un po cosa stavo pensando: sono stato tolto da un cliente di colpo, in mezzo ad un progetto abbastanza grosso, quando potevo tranquillamente finire quella fase al massimo in un paio d’ore. La faccenda doveva essere seria.

Siccome non bastava la balle notizia, pure gli elementi mi si mettevano contro: i 2 km circa che mi separavano dal mio ufficio, li feci a piedi in mezzo al diluvio universale quando, fino a pochi minuti prima, splendeva il sole e non c’era una nuvola. Salii in ufficio, Brian mi sembrava preoccupato:

B. : Nick mi ha chiamato l’immigration agent, devi smettere di lavorare immediatamente per RDA in quanto il visto è stato richiesto dopo la scadenza dei 6 mesi. In pratica è come se ti stessi licenziando.

Io : azz! ma come, non è vero! il visto è stato richiesto martedi scorso (il 9) per cui eravamo nei tempi giusti!

B:  ci è stato detto che la domanda mancava di alcuni documenti e il tempo viene calcolato da quando tutta la documentazione viene presentata, il solo fatto di presentare la domanda non è sufficiente (ricordate ora cosa ha detto prima il mio agente invece? ecco). Prendi le tue cose e vai a casa, se la polizia fa un controllo e ti trova qua ti rimpatriano subito e noi prendiamo una multa da paura.

Io: oh che bello. E adesso?

B: adesso si aspetta la risposta al visto, ci possono volere da 1 ora a 1 mese, dipende da come gli gira all’officer. Nel frattempo, putroppo, con noi non puoi piu lavorare.

Presi il treno e me ne tornai a casa. A conti fatti, e parlando solo del visto, di fatto sarebbe cambiato poco, nel senso che gia sapevo che in caso di non accettazione della domanda, me ne sarei tornato a casa in ogni caso. Ma il fatto di mollare la tutto di colpo, con progetti aperti etc, a causa di uno stupido errore (non mio) mi faceva rabbia. In piu, considerando che gli australiani sono super bacchettoni e il rispetto delle regole loro lo sentono molto piu di noi, cosa avrebbe potuto pensare l’officer che gia sapeva che stavo lavorando e quindi violando la legge? Essendo sua l’ultima parola, anche una cattiva impressiove avrebbe potuto far pendere l’ago della bilancia per un no.

Da un minuto all’altro mi sono ritrovato disoccupato: un minuto prima tutto bello, il minuto dopo a casa.

Stamattina mi sono svegliato un po piu tardi e mi sono andato a fare un giro con gli altri coinquilini: la sensazione di essere appeso per un numero di giorni imprecisato ad una decisione, non mi andava tanto a genio, ma tant’è non avevo scelta. Arrivano le 4pm, mi stavo facendo una partitella al pc, quando mi chiama Brian:

B. : mi dispiace bro ma ho una brutta notizia per te…sai il tuo visto…

Io: cazzo (detto in italiano). cosa succede? è stato rifiutato?

B : ti tocchera lavorare con noi per almeno altri 4 anni! Prendi la tua roba e ti voglio in ufficio fra mezz’ora!

(erano le 4:30pm, di solito si finisce alle 5pm)

Io : ok arrivo!

B: ahahahahahaha ma no dai che scherzo ci si vede domani!

L’officer aveva chiamato il mio capo, dicendogli che, a fronte dell’avvenuta accettazione della domanda di sponsor, sarei potuto rientrare al lavoro normalmente.

Si chiude qui la fase uno della mia avventura australiana. Ora potro cominciare a fare qualche programmino a piu lungo termine, ma soprattutto riprendere in mano le bacchette e comprarmi una macchina.

Ci si vede a febbraio.

FLUGTAG

Flugtag è un termine tedesco e si traduce con il termine “aereoplano”. Ogni anno, da credo 3 o 4 anni, la Redbull organizza nella baia di Sydney davanti al Botanic Garden, e in altre citta del mondo, un evento gratuito in cui dei partecipanti hanno il compito di costruirsi autonomamente un mezzo piu o meno atto al volo, senza possibilita di propulsione, che poi si lancera da una piattaforma montata sopra l’acqua. La spinta verso il vuoto verra fatta a mano dallo stesso team a parte uno che, secondo regolamento, dovrà trovarsi sopra il mezzo al momento del distacco. Tutto cio’ è poi oggetto di una votazione, secondo vari criteri, da parte di una giuria. Gli obbiettivi, da quello che ho capito, sono essenzialmente due: volare il piu lontano possibile (il record mi pare stia sui 65 metri), l’equipaggio deve portare un esibizione coreografica pre-lancio e il mezzo deve essere il piu originale (e funzionale) possibile.

Essendo la spinta veramente troppo poca e l’altezza dall’acqua troppo bassa per generare una qualsiasi portanza sulle ali, di fatto moltissimi equipaggi puntano tutto sulla coreografia iniziale pre-lancio e sul modello piu o meno fantasioso del mezzo. Inutile dire che cosa si vede ogni volta: aerei a forma di birra, vespe, koala, auto etc etc.

Alcuni invece si ingegnano a portare mezzi che, dal profilo alare, sono studiati per tentare un volo lungo; inspiegabilmente pero, questi ultimi sembrano avere meno impatto sulla giuria infatti, i 2 o 3 che ho visto volare un po lunghi, hanno preso voti molto bassi nonostanche che, uno di essi, oggi abbia anche battuto il record australiano.

Inutile dire che sto gia sguinzagliando il Mari per la parte tecnica e sto reclutando personale per il nuovo team che vorrei portarmi al Flugtag dell’anno prossimo. Il collega olandese ci si è gia buttato dentro, ora non ci resta che leggere il regolamento e decidere come muoverci. Naturalmente, essendo io ideatore della faccenda, mi sono autodecretato pilota!

Se volete farvi un idea di cosa esattamente sia il Flugtag, youtube è strapieno di video fatti delle varie manifestazioni e ci sono anche quelli di oggi.

Sono arrivato a casa da un paio d’ore (ora sono le 21:30 circa) e sono bello alticcio: vediamo domani mattina…

Siamo usciti dall’ufficio circa alle 12:30 in direzione pub per il pranzo, la corsa sarebbe iniziata poi alle 15:00. Pranzo niente di che, qualche birretta, solite cose insomma.

Nel pub (come in molti altri posti) c’era allestito una specie di “centro scommesse mobile” in modo tale che la gente potesse piazzare le puntate fino a pochi minuti dalla fine senza doversi recare al piu vicino centro scomesse: inutile dire che c’è stata coda fino all’ultimo minuto.

La cosa interessante è che magari uno, visto il movimento, si aspetta chissa cosa che ne so, una gara che dura un paio d’ore, varie partenze, varie cose insomma; invece la gara è una sola, dura un giro (meno di 60 secondi) e in questo minuto l’intero paese è completamente FERMO. Se uno andasse fuori per strada, si ritroverebbe davanti uno scenario stile post atomico: deserto, nessuno in strada, negozi vuoti, parcheggi vuoti. Allucinante!

Fine della gara, io ovviamente non vinco un tubo, mentre un tipo (ex-flat mate del mio capo) che intanto si era aggregato, fa il botto e con 5 dollari ne vince 250. Quei soldi dureranno l’arco di un paio d’ore…

Fino alle 19 in pub a bere continuamente con gli altri, cazzate che partono a raffica, fino a quando il mio cervello smette la traduzione in real-time per sopraggiunta alcoolicità eccessiva e quel che sento sono solo un lungo susseguirsi di suoni senza senso . A quel punto capisco che magari è il caso di andarsene visto che è comunque martedi e non sabato e domani si lavora. Gli altri comunque erano del mio stesso avviso e abbiamo piu o meno tutti tolto le tende insieme.

Cena di stasera: 2 – 3 litri di acqua.

Melbourne Cup

Oggi, come ogni anno da credo il 1800 e qualcosa, che e’ il primo martedi di novembre, a Melbourne si disputa una gara di cavalli denominata appunto la Melbourne Cup. Se volete approfondire un po di piu il discorso, WIKIPEDIA vi dara tutte le risposte come sempre.

Io di sport non sono mai stato appassionato, e in piu guardando pochissimo la tv (sia qua che in Italia quando ci abitavo), non avevo sentito di questo evento fino a ieri quando, con una email, il nostro team leader (avevo gia’ detto che ha 25 anni?) ci ha mandato il menu per il pranzo che faremo insieme oggi. Inoltre, come consuetudine dei paesi di derivazione anglossassone, si e’ organizzata il mega scomessone aziendale (era gia’ successo con i mondiali), in cui si punta su una coppia di cavalli e chi vince si becca i soldi di tutti gli altri.

Il programma sara piu o meno questo: si lavora fino alle 13:00, poi tutti insieme  al pub a mangiare, alle 15:00 iniziano le gare, birra a go go, e poi ad una certa ed imprecisata ora si torna a casa (molto probabilmente belli alticci).

In pratica, essendo l’evento considerato come uno dei piu importanti appuntamenti sportivi nazionali, l’Australia si ferma completamente e in tutte le maggiori citta gli uffici si svuotano e ,da mezzogiorno in poi, si va in pub tutti insieme tirando avanti a birre fino a tarda sera. Tutto ovviamente pagato come se fosse giornata piena.

Ricordo che in Italia, in occasioni dei mondiali disputati in Korea/Giappone, per il fatto che il fuso orario spostava le partite praticamente durante l’ora di pranzo, ci venivano contati anche i minuti in piu oltre all’orario standard della pausa pranzo che si perdava per guardarci la partita…

Vediamo come mi riduco stasera…

Notte di vento, pioggia e gelo (no beh dai gelo no).

Dopo una settimana praticamente da estate piena, fine settimana all’insegna del cattivo tempo. Gia io di mio sono di una pigrizia fuori da ogni umana concezione, con questo tempo non ho avuto certo voglia di mettere il naso fuori della porta. Essenzialmente il tempo l’ho passato giochicchiando col pc, guardandomi qualche serie tv e chiaccherando con i coinquilini nell’ampio terrazzo coperto di fronte al nostro giardinetto posteriore.

Domenica sera, il tempo sembra non cambiare, mangio qualcosa (le mie skills culinarie stanno aumentando considerevolmente, grazie anche al fatto che gli amici con cui divido la cucina lavorano in ristorante), filmetto e giu in branda pronto per una nuova settimana di lavoro.

Alle 7, come ogni mattina, con calma mi sveglio e vado in cucina: di solito a quell’ora sono tutti a dormire per cui sono da solo e ho tutto a mia disposizione. Tiro fuori il latte dal frigo, il pane dal freezer (trick per non farlo andare a male e poi tostato diretto dal freezer viene anche meglio) e poi mi giro per aprire il microonde per scaldare il tutto e mi sento:

frrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr

un gattone stava appollaiato sopra il microonde e mi guardava impaurito. Dato che mi trovavo ancora nel mondo dei sogni, mi ci è voluto un minuto buono per realizzare il tutto, dopodiche ho tentato di prendere il gatto in braccio per mandarlo fuori: evidentemente aveva cercato riparo durante la fredda notte piovosa e in qualche modo era riuscito ad entrare in casa e incastrarsi nel punto piu imboscato della cucina. Il problema è che il gatto non aveva molta intenzione di collaborare e mi è praticamente saltato addosso, mi sono versato il latte sui vestiti, e poi correndo come un pazzo ha sbattuto sulla vetrata  (che essendo appunto vetro è trasparente) sperando di scappare fuori. Vani i miei tentativi di tranquillizzarlo, ho aperto la porta e mi sono rimesso a riprepararmi la colazione. Intanto il gatto boh chissa dov’era finito.

The cat is on the table ( o meglio the cat is on the microwave)