Come gia sapete, o forse no, per lavoro il personale non si sposta con macchine aziendali: essendo il nostro ufficio nel cuore della City sarebbe impossibile parcheggiarle, o meglio, costerebbe una follia. Semplicemente usiamo i taxi che sono ovunque e costano poco.
La storia inizia in una ormai lontana mattina di Maggio (parliamo ancora dei primissimi giorni di lavoro): mi sveglio come al solito alle 7, trovo Mabo steso per terra all’entrata che dorme sul tappeto (what?!naa, tutto normale) faccio colazione ed esco. Quella mattina dovevo andare a Crows Nest, sobborgo dall’altra parte del ponte, a fare un lavoro schedulato da un cliente. Immaginatevi un po la scena: io abbastanza in coma (chi mi conosce sa che se non dormo almeno 12 ore per notte ho sempre sonno), mezzo increccolato, reffolate di vento gelido dritto dritto dall’Antartide e pioggerellina pre-invernale (maggio=dicembre) : salgo in taxi.
Ora io da buon provincialotto quale sono, non ho sinceramente idea di cosa un tassista di Milano o di Roma possa aver voglia di dire ai suoi passeggeri di solito, ma sembra che qui sia di norma scambiare quattro chiacchere. Si ma QUATTRO chiacchere, non un interrogatorio. Il suddetto tassinaro, cominciò a domandarmi nome, cognome, codice fiscale, colore preferito (sono daltonico, e ci risiamo…) e poi arrivò la domandona che innescò l’INNESCABILE: hey man, you have a very weird accent, where do you come from mate? Io: ITALY. L’avessi mai detto. Mi sono sorbito “O SOLE MIO”, con ovviamente il resto delle parole a caso e in un linguaggio piu vecchio dell’aramaico antico, da un tassista asiatico (non mi pareva cinese, forse dalla Malesia boh) alle 8 della mattina di lunedi. Chi di voi sa chi è DEXTER (la serie tv), ha una vaga idea di cosa in quel momento mi passava per la mente: mmm se forse lo uccido qui ora e prendo il controllo del taxi per evitare di uccidere anche me, lo imbottisco di alcool e poi lo butto giu dal ponte, mmm forse potrei simulare un incidente, era ubriaco, era stanco, un colpo di sonno, mmmm. Ma niente. Sia lui che io arrivammo sani (ma non mentalmente) e salvi a destinazione.
Ma perche dico tutto cio, chiederete forse voi. Martedi scorso, reduce dal test di speaking, non avevo moltissima voglia di farmela a piedi dal test centre all’ufficio e ho deciso quindi di prendere un taxi. Bravi vedo che ci state arrivando. Eccolo. LUI. E’ TORNATO. Al momento non ci ho fatto caso, avevo altro a cui pensare, ma poi la domanda: you have a weird accent mate, where do you come from?
IO: well yeah, I come from ITA o noooo NOOOOOOOOOOOOOO non di NUOVO NOOOOOOOOOOOO
OOOO SOLE MIOOOOOOOO Akjsaodjaoksdiaoidosiaoidoad OOOO SOLEEE MIOOO odksaodkamdoaidoieodjoaijdoeeeoid O SOLLEEEE MIOOOO Dsaojdajosdoiajsodijaidjoaij